Prima di poter scegliere quella giusta, devi sapere quali opzioni sono effettivamente disponibili. Nel mondo delle costruzioni in acciaio, la maggior parte delle persone parla di due tipologie principali: le contropareti C e le contropareti Z. Esistono anche profili a cappello e profili omega, ma questi sono più specializzati. I veri ‘cavalli di battaglia’ per tetti e pareti sono però i profili a forma di C e di Z.
I profilati C assomigliano esattamente alla lettera C se osservati dalla fine. Hanno una forma semplice, con due ali laterali e un retro aperto. Questa conformazione li rende estremamente facili da maneggiare e installare. Per edifici più piccoli o progetti in cui non sono richieste campate particolarmente lunghe, i profilati C svolgono il loro compito senza alcuna complicazione. Sono di facile impiego e, seguendo le linee guida di base, è difficile commettere errori.
I profilati Z sono leggermente diversi. Le loro estremità hanno la forma della lettera Z, con ali inclinate verso l’esterno. Potrebbe sembrare una differenza minima, ma questo piccolo angolo fa una grande differenza quando si inizia a collegarli tra loro. I profilati Z possono essere sovrapposti o inseriti l’uno nell’altro nei punti di appoggio, trasformando così una serie di elementi separati in un’unica trave continua. È proprio questa sovrapposizione a fare la differenza: rende l’intero tetto più rigido e consente di coprire distanze molto maggiori senza dover prevedere colonne aggiuntive al centro.
Esiste inoltre la controparete a forma di cappello, che lateralmente ricorda un cilindro. Questo tipo di controparete si incontra più frequentemente nei sistemi di parete o in luoghi dove è necessaria una superficie piana per fissare l’isolamento o i rivestimenti interni. È adatto a determinati impieghi, ma per la stragrande maggioranza dei tetti industriali le sezioni C e Z sono quelle che dovrete prendere in considerazione.
Principali fattori che influenzeranno la vostra decisione
Bene, ora conoscete i principali tipi di contropareti. Ora arriva la parte più complessa: capire quale di esse risulta effettivamente adatta al vostro progetto specifico. È qui che molte persone si bloccano, ma non deve necessariamente essere complicato, purché lo si analizzi passo dopo passo.
La prima cosa da considerare è la lunghezza della campata. A quale distanza sono posizionati i principali telai o le capriate? Se le vostre campate sono relativamente corte, ad esempio inferiori a 6 metri (circa 20 piedi), di solito è preferibile optare per le contropareti a forma di C. Sono più economiche, più facili da reperire e semplici da fissare con bulloni. Tuttavia, una volta superata la soglia dei 6 metri, le contropareti a forma di Z diventano decisamente più vantaggiose. Poiché le contropareti a forma di Z possono essere sovrapposte nei punti di appoggio, riescono a coprire campate più lunghe con una minore deformazione, garantendo così un tetto più piano e resistente senza dover ricorrere a una quantità eccessiva di acciaio.
Successivamente, è necessario considerare i carichi. Che cosa verrà posizionato sulla copertura? Ci si trova in una zona in cui ogni inverno cade abbondante neve? Si verificano venti di intensità pari a quelli degli uragani? Sulla copertura verranno installati pannelli solari o pesanti unità HVAC? Tutti questi elementi aggiungono peso che i correntini devono sostenere. I correntini a sezione Z presentano generalmente una capacità portante superiore rispetto ai correntini a sezione C delle stesse dimensioni; pertanto, in situazioni gravose, la sezione Z rappresenta spesso la scelta migliore.
L’inclinazione della copertura è un altro fattore spesso trascurato. Se la copertura ha una pendenza maggiore, i correntini a sezione Z funzionano effettivamente meglio, poiché i loro risalti inclinati si allineano correttamente alla pendenza stessa. Su coperture più piane entrambi i tipi possono essere utilizzati, ma i correntini a sezione C risultano leggermente più semplici da dettagliare. Alcuni progettisti utilizzano addirittura correntini a sezione Z per la copertura e passano a correntini a sezione C per le contropareti verticali. Questa configurazione è piuttosto comune, poiché le pareti presentano generalmente luci più brevi e direzioni di carico diverse.
Non dimenticatevi neanche dell'ambiente. Se il vostro edificio viene costruito vicino all'oceano o in una zona con elevata umidità, dovete considerare il problema della ruggine. Il tipo di correnti scelto è meno importante del rivestimento applicato su di esse, anche se alcuni profili resistono meglio di altri in determinate condizioni. Ne parleremo più avanti.
Installazione corretta e protezione contro la corrosione
Una volta scelto il tipo di corrente, la domanda successiva fondamentale è come installarla correttamente e impedire che si ossidi nel tempo. Infatti, anche la corrente migliore al mondo diventa inutile se si deteriora dopo cinque anni.
Parliamo prima di tutto della distanza tra le capriate. La distanza tipica tra le capriate varia da circa 1 metro a 3 metri, ovvero all'incirca da 3 a 6 piedi, in base al tipo di pannelli per copertura e alle normative edilizie locali. Se la distanza tra le capriate è eccessiva, i pannelli della copertura si deformano verso il basso e risultano molli al passaggio. Se invece la distanza è troppo ridotta, si spreca denaro per l’acquisto di acciaio non necessario. La soluzione ottimale consiste nell’adeguare la distanza tra le capriate alla portata di carico dei pannelli di copertura. La maggior parte dei produttori di pannelli metallici fornisce tabelle di campata che indicano esattamente la distanza massima ammissibile tra le capriate, in funzione dello spessore del pannello e delle condizioni di carico.
Nel caso delle capriate a forma di Z, la sovrapposizione nei punti di appoggio è fondamentale. È necessario assicurarsi che la lunghezza di sovrapposizione sia adeguata, generalmente pari al 10–15% della campata. Questa sovrapposizione genera l’effetto di trave continua, conferendo tutta quella resistenza aggiuntiva. Se invece le capriate vengono semplicemente giustapposte estremità contro estremità, come avviene per le capriate a forma di C, tale vantaggio viene completamente perso. Prestare quindi particolare attenzione a questo dettaglio.
Ora parliamo della corrosione. L'acciaio e l'acqua non vanno d'accordo. Se le vostre contropareti saranno esposte all'umidità, sia essa proveniente da pioggia, umidità atmosferica o condensa, è necessario applicare un rivestimento protettivo di alta qualità. La zincatura a caldo è lo standard di riferimento in questo campo. Il processo prevede l’immersione dell’acciaio in zinco fuso, che aderisce alla superficie formando una barriera protettiva che, in caso di danneggiamento, si sacrifica per proteggere l’acciaio sottostante. Un buon rivestimento zincato può durare 50 anni o più in zone rurali e da 20 a 30 anni in ambienti costieri. Si tratta di un risultato davvero affidabile.
In condizioni meno severe, una verniciatura o una verniciatura a polvere di buona qualità potrebbero essere sufficienti. Tuttavia, se state costruendo in prossimità di acque salate o in un’area industriale esposta a fumi corrosivi, non risparmiate sul rivestimento. Investite un po’ di più fin dall’inizio per contropareti zincate: risparmierete notevolmente in termini di problemi futuri e costi di sostituzione.
Inoltre, assicurati di utilizzare i giusti elementi di fissaggio. Viti in acciaio inossidabile o con rivestimento speciale sono obbligatorie. Se utilizzi le comuni viti in acciaio al carbonio, si ossideranno entro un paio d'anni, lasciando le capriate a sventolare al vento. Si tratta di un dettaglio apparentemente secondario, ma che fa una grande differenza.
Effettuare la scelta finale e procedere
Dopo tutto ciò, come si decide effettivamente? Ecco una semplice regola empirica seguita dalla maggior parte dei costruttori esperti.
Per edifici di piccole dimensioni con luci brevi, forme di copertura semplici e carichi più leggeri, opta per le capriate a C. Sono economiche, facili da installare e svolgono il loro compito senza richiedere dettagli complicati. Si pensi a ripostigli, piccoli laboratori o semplici edifici commerciali.
Per edifici di grandi dimensioni con luci più lunghe, carichi nevosi o vento elevati, o tetti che devono essere particolarmente rigidi, i profilati a Z sono la soluzione ideale. La possibilità di sovrapporli nei punti di appoggio li rende molto più efficienti per grandi magazzini industriali, hangar per aeromobili, strutture sportive e edifici agricoli. In questo modo si utilizza meno acciaio in totale e si ottiene un tetto più resistente.
E non esitate a combinare i diversi tipi tra loro. Molti ingegneri esperti utilizzano profilati a Z per i tetti e profilati a C per le pareti. Le pareti presentano generalmente luci più corte e schemi di carico differenti, quindi i profilati a C risultano particolarmente adatti in questi casi. L’aspetto fondamentale è comprendere i diversi tipi di profilati e il comportamento di ciascuno in situazioni specifiche. Una volta acquisita questa conoscenza, la scelta del tipo più adatto diventa molto meno misteriosa.
Un altro consiglio: calcolate sempre i vostri dati. Fare ipotesi non è sufficiente quando si tratta di acciaio strutturale. Collaborate con un ingegnere qualificato oppure utilizzate tabelle di portata e diagrammi di carico affidabili forniti dal produttore. Verificate inoltre sempre il regolamento edilizio locale: alcune zone prevedono requisiti specifici per sollevamento dovuto al vento, carichi nevosi o forze sismiche, che potrebbero influenzare la tipologia di controparete da utilizzare.
Alla fine della giornata, la scelta della controparete più adatta dipende dall’equilibrio tra costo, prestazioni e durata. Non esiste una soluzione universale valida per ogni edificio. Tuttavia, se dedicherete il tempo necessario per comprendere i carichi, le luci e le condizioni ambientali, sarete in grado di compiere una scelta intelligente che garantirà la solidità del vostro tetto per decenni.